Minipond con ninfee e piante acquatiche Minipond con ninfee e piante acquatiche

MINIPOND: UN PICCOLO ECOSISTEMA ACQUATICO

Tutto quello che serve sapere per gestire un minipond senza complicazioni

1. PERCHÉ È DAVVERO SEMPLICE

Se l’idea di avere un laghetto, o dei pesci, magari in un acquario ti ha sempre spaventato, ecco una buona notizia: un minipond non è un acquario. Condivide alcuni aspetti con l’acquario, ma non è la stessa cosa. La mia esperienza mi ha insegnato che più interferiamo, più l’equilibrio è fragile. Un minipond non è il classico acquario in casa, è un pezzo di natura libera. Creare un minipond (o mini pond) è il modo più semplice per avere un ecosistema acquatico in giardino o sul balcone.

Con il mio approccio naturale eliminiamo tutto ciò che la natura non usa:

  • Niente filtri, pompe o aeratori
  • Niente test dell’acqua
  • Niente biocondizionatore
  • Niente batteri in bottiglia
  • Niente cambi d’acqua regolari

Cosa serve davvero:

Un contenitore che tenga l’acqua, piante acquatiche, i pesci giusti, e sopratutto, la pazienza di lasciare che la natura faccia il suo lavoro.

È più semplice di quello che può sembrare ed è alla portata di tutti. È economico e permette con poco sforzo di valorizzare un angolo di casa che non avresti pensato. Ti avvicina alla natura dedicando il tuo tempo e le tue cure a pesci e piante che richiedono veramente poco impegno, e in cambio ti danno un senso di pace. Vedrai che le tue piccole cure portano i pesci a riprodursi, a crescere, addirittura a riconoscerti. Le piante fioriranno, si moltiplicheranno e aiuteranno a creare un ambiente funzionale e naturale.

La cosa che stupisce di più? Una volta allestito e stabile, dovrai mettere pochissime volte le mani in acqua. C’è poco da fare, poco da intervenire.

Alcuni piccoli minipond

2. COME FUNZIONA L’EQUILIBRIO NATURALE

Quattro elementi lavorano insieme: acqua, luce, piante e pesci.

L’ acqua

Stiamo parlando di un ambiente acquatico e quindi abbiamo per prima cosa di uno spazio dove contenere dell’acqua, va bene un qualsiasi contenitore che non sia permeabile all’acqua, va benissimo se di plastica, meglio evitare la terracotta perchè se ghiacca può creparsi, inoltre se non è smaltato lascia traspirare l’acqua, meglio evitare anche il metallo. L’ideale è partire da almeno 60 litri: una buona quantità di acqua per ospitare diversi pesci e abbastanza piante.

La luce

Servono almeno 3/4 ore di sole diretto al giorno. Meglio se il sole arriva anche in inverno per mantenere una temperatura non troppo bassa e permettere al ghiaccio di sciogliersi. Ma attenzione: troppo sole tutto il giorno in estate può scaldare eccessivamente l’acqua e far prevalere le alghe sulle piante, in questo caso si può ombreggiare la superficie o con piante o con altro.

Le piante: il nostro filtro naturale

Le piante sostituiscono il filtro che avresti nell’acquario di casa.

Semplificando un po’ i concetti, per crescere le piante hanno bisogno di azoto, che ricavano (indirettamente) dagli scarti dei pesci e da tutto ciò che si decompone in acqua (mangime, foglie, ecc.). Se c’è abbastanza luce le piante cresceranno usando gli scarti dei pesci come concime, e l’acqua rimarrà pulita naturalmente.

I pesci

Devono essere in numero contenuto rispetto alle piante. Se le piante sono in numero sufficiente, riescono a smaltire gli scarti dei pesci e tutto rimane in equilibrio.

Questo è il segreto: arrivare ad un equilibrio e lasciare che la natura faccia quello che sa fare.

Tre medaka in un minipond

3. COME ALLESTIRE IL TUO MINIPOND: PASSO DOPO PASSO

PRIMA DI TUTTO LA LOCATION: TROVA IL POSTO GIUSTO

Una volta riempito d’acqua, spostare un minipond può essere problematico. Cerca un posto che:

  • Prenda sole in estate e in inverno (almeno 3/4 ore al giorno)
  • Non prenda sole diretto tutto il giorno in estate (l’acqua diventerebbe troppo calda)
  • Non sia sotto alberi che perdono molte foglie o aghi e lontano da radici che col tempo possano danneggiare il laghetto/minipond (se è interrato).
  • Può essere interrato oppure no, a noi non cambia.

PASSO 1: SCEGLI IL CONTENITORE

Dimensione minima: 60 litri

Materiali che vanno bene:

  • Mastelli da cantiere in plastica
  • Preformati per laghetti
  • Mastelli per enologia
  • Vasi in terracotta smaltata (NO terracotta pura, traspira troppa acqua, stare attenti alle gelate che in inverno possono rompere il vaso)
  • Il colore non è importante

Profondità minima consigliata: 40 cm Questo permette ai pesci di sopravvivere in inverno sul fondo, dove rimangono 3-4 gradi anche con il ghiaccio in superficie. Più fa freddo nella nostra zona più serve un contenitore alto, se ghiaccia solo per 2 o 3 cm anche 40cm di altezza vanno bene.

Forma: tonda va benissimo. Anche rettangolare o quadrata, ma attenzione che i contenitori grandi tendono a “spanciare” se non sono rotondi.

Un mastello di plastica nero

PASSO 2: RIEMPI CON ACQUA

Usa pure l’acqua del rubinetto così com’è, senza aggiungere nulla.

Io generalmente la lascio un giorno a decantare per fare evaporare il cloro prima di mettere le piante, ma non è strettamente necessario. Ricorda: niente biocondizionatore, niente batteri, niente chimica. Acqua e basta. P.s. Non mettere terra, ghiaia o sabbia sul fondo del contenitore, non serve e renderebbe la pulizia più difficile.

PASSO 3: METTI LE PIANTE

Delle piante acquatiche

Regola base: meglio una pianta in più che una in meno.

L’ideale è avere un mix di piante che assorbono nutrimento in modi diversi:

1. Piante ossigenanti a crescita rapida: Vengono chiamate ossigenanti ma preferisco chiamarle a crescita rapida. Assorbono nutrimento direttamente dall’acqua e non hanno bisogno di essere messe in un vaso con della terra. La pianta immancabile nei miei mastelli è Ceratophyllum. Un’altra molto utile è Egeria. Non sono da tenere insieme in quanto entrano in competizione e alla lunga una delle due tende a morire.

2. Piante galleggianti: Danno ombra e assorbono nutrienti, col tempo copriranno tutta la superficie, quando saranno troppe andranno tolte. Scegliendo piante che resistono al gelo si può notare che in inverno scompaiono per poi comparire in primavera, alcune speci producono dei semi che rimangono sul fondo in inverno per poi germinare in primavera. Sono generalmente invasive, specialmente Lemna minor, una volta introdotta sarà difficile eliminarla, meglio scegliere un’altra specie, Azolla, Salvinia, Hydrocotyle o Spirodela.

3. Piante palustri: Hanno bisogno di un vaso e vanno interrate, filtrano l’acqua con le radici, molte sono resistenti al gelo. Ogni pianta ha un’altezza ideale di coltivazione, ci sono piante che vanno tenute con l’acqua ad altezza colletto, ed altre che possono stare 20 cm sotto la superficie, è bene informarsi sulle carattereristiche delle speci che vogliamo coltivare. Ce ne sono davvero tante, dagli Iris, di tutti i tipi, a Ludwigia, Typha, Ranunculus.

4. Ninfee: Ce ne sono a migliaia e possono essere più o meno grandi in base alla varietà, è utile scegliere una varietà della dimensione adatta al mastello o al laghetto che sto allestendo. Vanno messe in un vaso sul fondo, si usa normale terra di campo, è utile mettere della ghiaia sulla superficie della terra così da non farla uscire quando si immergerà il vaso in acqua. Come per le palustri ci sono ninfee che hanno bisogno di poca acqua e altre che necessitano di stare più a fondo. Non consumando i nitrienti dall’acqua ma dalla terra non sono fondamentali per il nostro minipond, il concime se si rivasa ogni 2/3 anni è superfluo, altrimenti si possono usare i normali stick NPK.

NON mettere troppe specie dello stesso tipo: ad esempio, se metti tre tipi di galleggianti diverse, alla lunga ne rimarrà solo una perché vanno in competizione. Per le palustri fai un vaso per ogni specie, sarà più semplica dividere e rinvasare in futuro (mi ringirazierai quando dovrai svasare e dividerle).

Non serve fertilizzare: alle piante bastano la terra del vaso e gli scarti dei pesci.

IMPORTANTE: mai buttare queste piante in natura, corsi d’acqua, canali, laghi, laghetti. Alcune piante che vedo in vendita sono addirittura vietate, come Giacinto d’acqua o Myriophyllum aquaticum, evitiamo di comprarle.

PASSO 4: INSERISCI I PESCI

Alcuni medaka reckless

Dopo qualche giorno dall’inserimento delle piante, puoi mettere i pesci. E’ utile aspettare qualche giorno (una settimana circa, anche di più se abbiamo pazienza) così da fare attecchire le piante, durante il trasporto e l’invaso è normale rompere alcune radici, questi giorni ci servono per fare in modo che le piante si riprendano dallo stress del rinvaso.

Quanti pesci? In 60 litri, per partire: una o due coppie di medaka . Si riprodurranno e si moltiplicheranno da soli.

Come inserirli (acclimatamento):

  1. Lascia il sacchetto chiuso a galleggiare nel minipond
  2. Ogni mezz’ora/ora, aggiungi nel sacchetto mezzo bicchiere di acqua del minipond
  3. Dopo 3-5 ore puoi prendere i pesci ed inserirli nel minipond buttando via l’acqua del sacchetto

Alimentazione nei primi giorni: puoi iniziare ad alimentarli da subito non esagerando con la quantità di cibo.

N.B: Probabilmente hai letto o leggerai che prima di inserire i pesci bisogna aspettare un mese di maturazione così che ci siano abbastanza batteri, fare i test per rilevare il picco di nitriti ecc. ecc., ma, questo vale (più o meno) per un normale acquario, in un laghetto o minipond le cose sono un po’ diverse, nulla ti vieta di aspettare un mese ma sappi che è possibile inserire i pesci senza aspettare la maturazione. Non mi addentro ulteriormente in questo discorso per non appesantire la lettura, probabilmente scriverò un approfondimento più avanti.


4. LA GESTIONE QUOTIDIANA E STAGIONALE

LE PRIME SETTIMANE

È normale vedere:

  • Piante che sembrano “bloccate” o che perdono foglie (stanno formando nuove radici, si stanno adattando alla loro nuova casa)
  • Acqua che diventa verde o torbida
  • Alghe filamentose che compaiono

Le alghe sono molto più veloci e furbe delle piante. Con questo approccio naturale, tolleriamo la presenza di alghe, soprattutto in alcuni periodi. Non è un problema, è parte del processo.

Segnali che il sistema si sta stabilizzando:

  • L’acqua diventa più chiara
  • Le piante iniziano a crescere visibilmente
Due fiori di ninfea

GESTIONE ORDINARIA

Quando serve:

  • Rabbocca l’acqua quando il livello si abbassa a causa dell’evaporaizione (soprattutto in estate). Usa acqua del rubinetto, puoi lasciarla decantare o no, non cambia molto.
  • Togli foglie e fiori appassiti sia delle piante acquatiche sia foglie cadute da alberi. Meno materiale organico è presente in acqua e meno alghe si potranno sviluppare, ci accontentiamo di rimuovere il grosso, qualche foglia in decomposizione non è un problema, sarà cibo per le lumache acquatiche.
  • Alimenta i pesci: come regola è meglio poco piuttosto che troppo. Alimentiamoli giornalmente con una quantità di cibo che consumano in qualche minuto. Se andiamo in vacanza per una o due settimane non sarà un problema i pesci troveranno da mangiare nel minipond, larve di zanzara, alghe, e microorganismi vari.

Se vedi troppe lumache o alghe filamentose eccessive: probabilmente stai dando troppo cibo, o hai troppi pesci, o hai troppe poche piante, o troppe ore di luce. Prova a ridurre il cibo e aumenta l’ombra con piante galleggianti se c’è troppo sole diretto.

IL CICLO DELLE STAGIONI

Un iris giallo in un minipond

PRIMAVERA

  • Le piante si risvegliano e crescono a vista d’occhio
  • È il momento ideale per posizionare piante nuove
  • I pesci riprendono a mangiare e iniziano ad essere più attivi e a riprodursi
  • È normale la presenza di un po’ di alghe, sono più veloci nella cresita rispetto alle piante

ESTATE

  • Può comparire qualche alga in più, è normale dato che aumentano le ore di luce e la temperatura
  • Rabbocca più spesso l’acqua se fa molto caldo
  • Se fa molto caldo, controlla che l’acqua non si scaldi troppo, sarebbe meglio non superare i 32 gradi per troppe ore

AUTUNNO

  • Qualche foglia ingiallisce
  • È importante togliere tutto quello che può decomporsi: piante annuali che muoiono, foglie che cadono nel minipond
  • Questo evita che durante l’inverno l’acqua sia troppo materiale organico in decomposizione

INVERNO

  • Tutto rallenta, la vita continua anche sotto il ghiaccio, noterai che con la diminuzione della temperatura staranno sempre di più sul fondo.
  • Se hai pesci: non rompere il ghiaccio, i pesci si spaventano e il ghiaccio aiuta a isolare.
  • I medaka sopravvivono tranquillamente sotto il ghiaccio, purchè abbiamo scelto un contenitore abbastanza capiente, inoltre non stressarli andando spesso a controllare.
  • Qua trovi un approfondimento specifico sull’inverno.

Imparare a seguire questi cambiamenti dettati dalle stagioni è una delle soddisfazioni più grandi. È come avere un piccolo pezzo di natura che ti ricorda come vanno davvero le cose quando non cerchiamo di controllarle troppo.

Un minipond con ghiaccio

5. DOMANDE E DUBBI COMUNI

Sarà un invasione di zanzare?”

La presenza di uno o più minipond non aumenta il numero di zanzare nel tuo giardino. Anzi: avendo pesci all’interno, le zanzare non riescono a riprodursi in quello specchio d’acqua. I medaka sono cacciatori instancabili di larve di zanzara.

”Se vado in vacanza?”

I pesci trovano cibo nel minipond (insetti, alghe, microrganismi). Possono stare tranquillamente diversi giorni senza che tu li alimenti.

”Quante piante servono davvero?”

Più ce ne sono, meglio è. Ma la regola pratica è: se vedi troppe alghe persistenti, servono più piante. Se l’acqua rimane limpida e le piante crescono vuol dire che si è raggiunto un equilibrio.

”Ho messo troppe piante?”

Può succedere, con le ninfee: in 70-80 cm di diametro ci sta solo UNA ninfea di medie dimensioni. Anche le piante hanno bisogno di spazio. Scegli ninfee nane per spazi piccoli, ninfee medie o grandi per contenitori da 100+ litri, Per le piante palustri quando vedi che hanno riempito tutto il vaso a disposizione puoi rinvasarle e dare più spazio.

”Quando devo preoccuparmi?”

Segnale d’allarme: se vedi davvero TROPPE alghe filamentose che non diminuiscono mai. Significa che c’è uno squilibrio: troppo cibo, troppi pesci, troppe poche piante o troppe ore di luce diretta. Riduci il cibo, controlla se ci sono troppe foglie o piante morte e magari aumenta l’ombra con piante galleggianti.


6. UN’ ATTIVITÀ PER TUTTI

Un medaka e una ninfea in un minipond

Che tu lo voglia per ritagliarti momenti di tranquillità, o per farlo insieme ai bambini e insegnare loro come funziona un ecosistema, un minipond diventa rapidamente l’angolo di casa preferito.

Ogni giorno c’è qualcosa di nuovo: una foglia che spunta, un pesce che si comporta diversamente, piccoli cambiamenti che ti tengono collegato al ritmo della natura.

Un minipond ti fa riscoprire quanto sia semplice e soddisfacente lavorare insieme alla natura invece che contro di lei.


Semplice • Essenziale • Naturale
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