La schiusa delle uova in casa
Come gestire uova e avannotti quando si alleva in casa fuori stagione
UNA PREMESSA NECESSARIA
Il metodo che descriverò è quello che uso solo in un caso specifico: quando acquisto delle uova in autunno o in inverno e devo tenerle in casa, al caldo. Con le uova dei miei pesci, o con uova acquistate durante la bella stagione, uso un approccio completamente diverso, molto più semplice e meno laborioso, lo spiego in questo approfondimeno.
Questo metodo è più impegnativo del solito e ha senso applicarlo quando si tratta di uova di una varietà rara, costosa o che sarebbe complicato reperire di nuovo. L’obiettivo è portare alla taglia adulta il maggior numero possibile di avannotti, così da avere buone probabilità di ottenere sia maschi che femmine (purtroppo mi è capitato più di una volta di fare una schiusa e ritrovarmi con tutti i pesci dello stesso sesso). Io faccio largo uso di cibo vivo, si può evitare dato che ci sono delle alternative, ma personalmente preferisco il vivo ad altro.
PREPARAZIONE DELLA VASCA E DEL CIBO VIVO
La prima cosa da preparare è il contenitore dove terremo per tutto il tempo necessario i nostri pesci. Uso dei contenitori in plastica da circa 20 litri, niente acquari. Li chiamo contenitori apposta, perché in questa fase quello che conta è avere un buon litraggio d’acqua: facendo pochi cambi, avere tanta acqua aiuta a diluire gli inquinanti e a mantenere la qualità dell’acqua accettabile senza interventi continui.
Essendo fuori stagione, i contenitori stanno in casa, così è più facile mantenere la temperatura costante intorno ai 25 gradi. Non serve essere precisi al grado, avere 24 o 26 non fa differenza, ma è importante evitare sbalzi e non allontanarsi troppo da quella soglia in nessuna direzione. Per questo uso un riscaldatore o un’altra fonte di calore, e tengo sempre un termometro in acqua. Uso anche un aeratore per tenere un minimo mossa l’acqua.
L’acqua è quella del rubinetto. Sul fondo non metto niente: avrò bisogno di aspirare lo sporco regolarmente e avere ghiaia o substrato renderebbe tutto più complicato. Aggiungo del muschio preso direttamente dai minipond esterni e qualche pianta galleggiante o ceratophyllum. Non è decorazione, queste piante portano con sé microorganismi che nei primi giorni daranno una mano ad alimentare gli avannotti più piccoli, quando il cibo secco è ancora troppo grande per loro. Un errore che ho fatto in passato e che non ripeto più: portare dentro le piante dall’esterno senza controllare bene cosa ci si porta dietro. Una volta mi sono ritrovato con delle larve di insetto nella vasca, probabilmente arrivate con il muschio o le piante, e presumo abbiano contribuito a qualche perdita tra i piccoli. Ora do un’occhiata più attenta al materiale che inserisco.
Il cibo vivo: partire per tempo
Il cibo vivo va preparato in anticipo, io mi preparo circa due settimane prima dell’arrivo delle uova. Gli infusori hanno bisogno di tempo per moltiplicarsi a sufficienza, e ritrovarsi con le uova appena schiuse e la coltura ancora acerba è un problema che si evita facilmente pianificando.
Gli infusori sono fondamentali nei primissimi giorni di vita, quando il cibo in polvere è ancora troppo grande per gli avannotti appena nati. Preparo sempre almeno due colture separate, così se una dovesse collassare ho l’altra pronta, è una di quelle precauzioni che sembrano eccessive finché non ti servono.
Oltre agli infusori uso microworms, grindal e soprattutto naupli di artemia salina. Microworms e grindal li ho già in coltura, quindi non li preparo appositamente, anche per loro queste due settimane di anticipo sono un buon riferimento per avere colture belle avviate. Per la schiusa delle cisti di artemia farò un approfondimento a parte.
Detto questo, io uso quasi esclusivamente cibo vivo, ma non è strettamente indispensabile. I medaka crescono e si portano alla taglia adulta anche con il solo secco. Il cibo vivo aiuta, soprattutto nelle prime fasi, ma se non si ha esperienza con le colture è meglio fare delle prove prima di trovarsi con gli avannotti già nati e nessuna coltura funzionante. Il secco è sempre una valida alternativa purché delle giuste dimensioni. Prediligo il vivo perché non sporca l’acqua, gli infusori vivono in acqua e quindi quelli non mangiati subito dagli avannotti rimangono vivi e non si decompongono. A differenza del secco che una volta a fondo difficilmente viene mangiato e inizia a decomporsi sporcando l’acqua.
Se si sceglie il secco è fondamentale che sia della dimensione giusta, esiste il mangime in polvere per avannotti ma non tutti sono abbastanza fini per essere mangiati i primi giorni, per questo abbiamo inserito muschio e piante provenienti dall’esterno, per dare naturalmente un po’ di cibo per i primi giorni, quando magari il mangime in polvere è troppo grande.
Nella foto gli infusori sono quella nuvola bianca illuminata al centro.
ARRIVO DELLE UOVA E MESSA A DIMORA
Prima di tutto: spedire e ricevere uova senza corriere autorizzato e senza la corretta documentazione è illegale.
Una volta che abbiamo fatto tutto e la nostra spedizione è in regola, le uova arriveranno in piccoli contenitori con acqua. Alcuni venditori mettono una goccia di blu di metilene nell’acqua con le uova, è un antifungino che dovrebbe prevenirne l’ammuffimento. Dico “dovrebbe” perché trovare qualche uovo ammuffito è normale e succede praticamente sempre, sarebbe raro e molto fortunato trovarsi con tutte le uova perfettamente sane.
Una volta arrivate, le tolgo dall’acqua nella quale hanno viaggiato e le sposto in una piccola bacinella da circa un litro riempita con l’acqua del contenitore principale. Questa bacinella la lascio galleggiare dentro il contenitore grande, così la temperatura rimane stabile senza bisogno di un riscaldatore separato.
Ogni giorno cambio circa metà dell’acqua della bacinella piccola, usando come acqua nuova quella del contenitore principale. Quando cambio l’acqua ne approfitto per smuovere le uova e farle rotolare un po’: col tempo tendono ad accumulare dello sporco in superficie e questo semplice gesto aiuta a tenerle pulite. Le uova morte o non fecondate si riconoscono facilmente perché diventano bianche ed opache, vanno rimosse appena le si vede, prima che il fungo si diffonda a quelle vicine.
Quanto tempo serve per la schiusa
A 25 gradi ci vogliono circa 12 giorni, ma il tempo è davvero variabile. Il modo migliore per capire quando ci si avvicina alla schiusa è osservare le uova: all’inizio sono ambrate, poi compaiono due puntini che sono gli occhi, e man mano si forma il corpo del pesce. L’ultimo segnale, quello che mi dice che ci siamo quasi, è quando si vede chiaramente l’occhio con l’iride argento e la piccola pupilla nera al centro. Da quel momento è questione di un paio di giorni.
I PRIMI GIORNI DI VITA
Appena nati, gli avannotti sono davvero piccoli, credo 4mm di lunghezza, i giapponesi li chiamano Hariko, piccoli aghi (針子). Li lascio il più tranquilli possibile, e so che se hanno bisogno di qualcosa da mangiare il muschio nella vasca gli fornirà cibo per le prime ore.
Una cosa che può capitare è vedere qualche avannotto che fatica a stare a galla: nuota verso la superficie, ma appena smette di nuotare torna sul fondo, come se non riuscisse a regolare la vescica natatoria. Può capitare e nella maggior parte dei casi si riprende da solo. Se dopo un paio di giorni il comportamento non cambia, purtroppo quell’avannotto rimarrà così.
L’avannotto ha un giorno di vita, è lungo 4mm e si nota la pancia gonfia, segno che è riuscito ad alimentarsi
Come e quando alimentare
Nei primi due/quattro giorni uso solo infusori. Il cibo in polvere in questa fase è ancora troppo grosso, e preferisco il vivo anche per non sporcare l’acqua inutilmente. Gli infusori si vedono bene puntando una luce sul bordo del contenitore di vetro dove vivono: si vedranno degli ammassi di puntini bianchi. Li aspiro con una pipetta e li metto direttamente nella vaschetta con i pesci, un paio di pipettate per volta, anche tre volte al giorno.
Non mi preoccupo di separare gli infusori dall’acqua nella quale vivono, verso tutto quanto, acqua sporca inclusa. Usando quantità contenute e facendo cambi regolari non ho mai notato problemi. Dal terzo giorno in poi provo a dare pochissimo cibo in polvere, davvero una quantità minima. Se vedo che mangiano, inizio ad affiancarlo agli infusori. Se non ci riescono ancora, aspetto altri due giorni e riprovo.
Mi accorgo che mangiano perché sembra che “beccano” qualcosa nell’acqua, gli infusori in acqua sono praticamente invisibili e l’unico modo per controllare che mangino è notare questo comportamento. Oltre a questo si nota che quando mangiano hanno la pancia gonfia. Se non si riesce a produrre gli infusori si può giornalmente inserire acqua matura, piante e muschio provenienti da un minipond, così facendo portiamo microorganismi e anche infusori, parameci, che possono aiutarci nei primi giorni.
La schiusa non avviene tutta in contemporanea, continuo a controllare le uova rimaste e a rimuovere quelle morte. Il fondo della bacinella va tenuto pulito con la pipetta, e i cambi d’acqua parziali continuano ogni giorno o ogni due giorni, in base a quanto si sporca.
LE PRIME DUE SETTIMANE
Quando vedo che gli avannotti mangiano il secco è il momento di spostarli nel contenitore grande. Li prendo con un cucchiaio, spostando tutti insieme sia i più grandi che i più piccoli. Solitamente succede intorno al quarto giorno dalla schiusa, ma conta più l’osservazione che il calendario e non è un problema spostarli prima o dopo.
In questa fase continuo a dare gli infusori una volta al giorno, soprattutto per i pesci nati dopo che sono ancora più piccoli, e aggiungo il secco tre o quattro volte al giorno in quantità molto piccole. Meglio poco e spesso che tanto una volta sola, i pesci più piccoli e lenti altrimenti non arrivano a mangiare.
Pulizia e cambi d’acqua
I cambi d’acqua nella vasca grande li faccio meno frequentemente rispetto alla bacinella piccola, intervengo quando vedo il fondo sporco, circa una volta a settimana, aspiro con un tubo molto sottile e reintegro l’acqua tolta. Per non abbassare la temperatura con l’acqua nuova uso un deflussore per flebo: immettendo l’acqua goccia a goccia la temperatura rimane stabile e i pesci non subiscono sbalzi termici. Non è strettamente indispensabile, ma con uova rare e difficili da trovare preferisco non rischiare su cose evitabili.
DAI NAUPLI DI ARTEMIA IN POI
Quando i pesci hanno già una certa taglia (dopo una settimana circa), provo ad alimentare con i naupli di artemia. Anche qui, più che contare i giorni, provo e vedo: se li accettano, bene, si continua con i naupli, altrimenti torno a infusori e mangime in polvere. Per la schiusa delle cisti farò un approfondimento separato.
I naupli li do due o tre volte al giorno in quantità abbondante. È importante che siano naupli appena nati: dopo un giorno perdono parte del loro valore nutritivo, dopo tre giorni sono praticamente gusci vuoti e non ha più senso darli.
Quando vedo che gli avannotti mangiano i naupli, li considero fuori pericolo, è il secondo e ultimo step che mi conferma che i pesci sono in grado di alimentarsi bene e regolarmente. Se mangiano i naupli si vede “chiaramente” (parliamo comunque di pesci lunghi mezzo cm) la pancia arancione, data dal colore dei naupli. Se non si vuole schiudere le cisti di artemia si può andare avanti col secco.
Da questo momento in poi la gestione si semplifica: cibo due volte al giorno, pulizia del fondo e cambi d’acqua una volta a settimana circa, oppure quando vedo che c’è troppo sporco. Continuo ad alternare naupli e secco, sia per variare la dieta sia per non fargli perdere l’abitudine al granulare, tra i due i pesci preferiscono sempre i naupli, ma prima o poi i naupli non basteranno più e dovrò puntare sul secco come alimento principale.
Quando comincio a vedere che la quantità di naupli necessaria per saziarli aumenta troppo, riduco gradualmente il vivo e passo a gestirli come pesci normali. Li porto all’aperto in primavera inoltrata, quando le temperature notturne sono stabili sopra i 15/18 gradi, prima di quel momento restano in casa.
Quando le temperature lo consentono li rilascio all’aperto
Mi sono accorto che sono tante informazioni insieme e se non si ha provato una volta può sembrare molto complicato. In realtà non lo è se si seguono le poche ma importanti cose utili, acqua pulita e cibo della dimensione corretta. L’osservazione è la cosa più importante, al di là delle indicazioni che ho scritto, prendete queste informazioni come una media e una base di partenza, ma è la capacità di osservazione che fa la differenza in questo hobby.
Semplice • Essenziale • Naturale
Allevamento naturale di Medaka - Milano